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Pensavo fosse amore invece era un Narciso

7.50 6.40

Titolo PENSAVO FOSSE AMORE INVECE ERA UN NARCISO
Autore Eleonora Falchi
Collana AttraVersi
Editore Edizioni del Poggio
formato libro
Pagine 64
Pubblicazione 02/2018
ISBN 978-88-97409-63-2
Categories: ,

Description

“Questo libro fin dal titolo decide di giocarsi una carta vincente: raccontare una storia vera e personale, ma ricreata in un percorso in quale tutti possono rispecchiarsi. Sceglie di raccontarla in versi, perché in fondo è una storia d’amore, ma anche di non amore. Perché probabilmente, quando si parla d’amore, il linguaggio poetico appare, per sua stessa natura, il favorito. Forse perché la poesia trascende la biografia del singolo e cerca di parlare a tutti. Rende più pieno di senso il vissuto, rende simbolo il dato meramente reale. E riesce a trasformare un amante egoista in un novello Narciso. Chi di noi non ne ha incontrato uno almeno una volta nella vita?”

 

Biografia dell’autore

Eleonora Falchi

Scrittrice per passione, è membro del Gruppo Scrittori Firenze e di EWWA. Grande viaggiatrice e lettrice ama confrontarsi con altre culture. Ha pubblicato racconti sulle antologie: “Tagli 33” (a.v.) a cura di Marco Vichi, Ed. Felici 2014, “Frammenti” (a. v.) a cura di Mirko Tondi e Marco Catarzi 2014, “Vista da noi” (a.v.) del Gruppo Scrittori Firenze, Ed. Porto Seguro 2016, “Partenze” (a.v.) a cura di Small Room 2016, “Racconti Toscani” (a. v.)  Historica edizioni 2016, “Tutte le facce di Firenze” (a. v.)  a cura di Mirko tondi Ed. Il Foglio letterario 2017, “Storie (sostantivo femminile plurale)” (a.v. tra le socie di EWWA) ed. Nardini 2017 e una fiaba con ricette e musica insieme a Sergio Margonari “Note in pasticceria” Ed. Porto Seguro 2016. Fa parte della giuria del concorso letterario Città di Murex del GSF da due edizioni.

INTERVISTA ALL’AUTRICE:

Chi è, in breve, Eleonora Falchi?

Sono un’esploratrice del mondo esterno ed interno, curiosa di scoprire differenti luoghi e culture. Amo spaziare con la fantasia e trovare modi per sorridere alla vita e questo cerco anche nella scrittura: non solo l’espressione di me stessa e di quello che conosco, qual è qualunque forma d’arte per chi la applica, ma la mia maniera per creare con la fantasia e svelare il lato ironico della realtà.

Cosa significa per te scrivere in versi?

Significa trasformare in parola il “sentire”.

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro? C’è una circostanza che ti ha ispirato?

Un’esperienza di vita sia personale sia sentita raccontare da tante persone, nemmeno poi così unica, mi ha spinto a riappropriarmi di me stessa e a elaborare il negativo trasformandolo in qualcosa di bello, perché sentivo di doverlo a me stessa e alla vita.

Qual è l’idea centrale che vorresti “attraversasse” la pagina e passasse al lettore?

Che chi ha la capacità di vivere in profondità le proprie emozioni, oltre a godere di una felicità intensa quando è nel proprio sogno, ha dentro di sé le risorse per uscire dal dolore, per quanto questo possa sembrare grande e di utilizzarlo per crescere ed evolversi. Chi, invece, vive in superficie, è destinato a restare statico nel suo non sentire. “Atroce l’incontro dei due mondi”, ma anche trionfante il primo.

A chi, e perché, consiglieresti di leggerlo?

A tutti, perché si scrive per essere letti J e perché il sentire è in ogni caso “universale”. Ognuno può trovare spunti personali, e chi dovesse essere alle prese con un “narciso” la certezza che se ne esce vittoriosi.

 

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